Disordine e frustrazione

Interventi di Programmazione Neurolinguistica

Oggi il tema è il disordine, quello domestico contro il quale lottiamo un po’ tutti, sempre. C’è chi riesce a gestirlo e chi meno.
Vediamo com’è andata in questo caso.

Intervento di PNL

La cliente rappresenta visivamente la sua “immagine” di disordine: una montagna di cose fuori posto che la rapiva per diverse ore nel tentativo di metterla a posto.

La definizione del quadro complessivo e l’analisi della mappa della cliente ha permesso di comprendere la strategia più opportuna
Dopo poche domande era già chiaro che la cliente necessitava l’installazione di una ancora negativa al fine di farle vivere quella giusta dose di frustrazione ogni volta che prendeva una cosa e la utilizzava. Infatti installando quella giusta dose di frustrazione dopo che un oggetto X era stato utilizzato, l’inconscio della cliente doveva condurla a ricollocare l’oggetto o gli oggetti nel loro posto.
Questo intervento si è basato sull’utilizzo delle ancore da un lato e delle sottomodalità dall’altro. In primo luogo ho fatto visualizzare alla cliente (visivo/cenestesica) la classica situazione immediatamente precedente a farle scattare la molla della frustrazione che poi portava al mettere in ordine. La cliente visualizza immediatamente un cumulo di vestiti con una immagine 50 x 50 a colori.
Bene, a questo punto le ho fatto fare un future pacing in cui lei prendeva un oggetto, lo utilizzava e poi appariva la stessa immagine del cumulo di vestiti con una immagine 50 x 50 a colori. Facendo questo esercizio rapidamente per 4-5 volte si è auto installata una immagine. La cliente dopo qualche giorno riporta che lei magicamente ha una casa in ordine senza alcuno sforzo e senza neanche più pensare al “dover mettere a posto le cose”.

Spiegazione in termini di PNL

Non sempre essere motivati è funzionale a ciò che desideriamo. A volte occorre un giusto dosaggio di demotivazione (la frustrazione in questo caso) per porre in essere quel comportamento che consenta di vivere a pieno la vita che desideri.
L’installazione di una immagine che generava frustrazione alla cliente ogni volta che prendeva ed utilizzava un oggetto le ha permesso di abbracciare quel comportamento desiderato ovvero di eseguire una sequenza di funzioni: prendere l’oggetto > utilizzarlo > vivere una frustrazione > metterlo a posto.